Chi Deve Utilizzare il Regime Dichiarativo

Il regime dichiarativo, visti i vantaggi che offre, può essere scelto per opzione al momento dell’apertura del conto o del deposito, si potrà cambiare la propria scelta entro il 31.12 di ogni anno e tale scelta avrà valenza per gli anni a venire.
Ma il regime dichiarativo in alcuni casi è imposto per legge in quanto risulta essere l’unica modalità di dichiarazione:

– il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative ad operazioni in valuta deve essere fatto (e il risultato deve essere inserito in dichiarazione dei redditi con l’eventuale pagamento delle imposte dovute) solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui (art. 67 Dpr 917/86). Per il calcolo della giacenza complessiva devono essere sommati tutti i controvalori dei depositi e conti intrattenuti anche di valute diverse anche con differenti intermediari o brokers. Superata la soglia di giacenza prevista per sette giorni lavorativi consecutivi bisogna inserire in dichiarazione la plusvalenza o la minusvalenza realizzata su tutte le operazioni dell’anno solare di riferimento della dichiarazione; se invece non si supera la soglia non bisogna dichiarare la plusvalenza e non si possono utilizzare le eventuali minusvalenze realizzate.

– quando l’intermediario o il broker sono esteri e non hanno optato per essere sostituti d’imposta (pochissimi broker esteri sono sostituti d’imposta): in tal caso tutti i conteggi sono a carico del cliente/contribuente che poi li riporterà in dichiarazione dei redditi. Con riferimento agli intermediari e brokers esteri si segnala che in ogni caso anche se sostituti d’imposta il cliente/contribuente ha l’obbligo di inserire specifici dati in dichiarazione dei redditi ai fini dell’assolvimento dell’imposta IVAFE e del monitoraggio fiscale (quadro RW).

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