Regime Dichiarativo e Amministrato a Confronto

Le attività finanziarie possono produrre due tipi distinti di reddito:
– “redditi di capitale” (interessi, dividendi, delta NAV, …)
– “redditi diversi di natura finanziaria” (differenza tra corrispettivo percepito e costo d’acquisto = capital gain = guadagni in conto capitale, …)

Mentre i “redditi di capitale” sono tassati allo stesso modo sia nel “regime dichiarativo”, sia nel regime del “risparmio amministrato”, per i “redditi diversi di natura finanziaria” l’investitore deve scegliere il regime al momento dell’apertura del conto.

Chi ha scelto il regime della dichiarazione riceve i proventi completi delle vendite di titoli, senza ritenute di imposta, e deve preoccuparsi di calcolare e indicare lui stesso nella dichiarazione dei redditi quanto versare allo Stato come imposta sul capital gain complessivo.

Per chi sceglie invece il regime del risparmio amministrato, è la Banca o Sim che preleva l’imposta dalle plusvalenze derivate dalle vendite di titoli, e la versa allo Stato con cadenza mensile.

Caratteristiche del “regime dichiarativo” Caratteristiche del regime del “risparmio amministrato”
Tassazione in base al realizzo dei redditi diversi di natura finanziaria (capital gains = guadagni in conto capitale), che vengono assoggettati all’imposta sostitutiva da parte del contribuente all’atto della presentazione della dichiarazione dei redditi. Tassazione in base al realizzo, per ciascuna operazione, dei redditi diversi, con applicazione, da parte degli intermediari abilitati, delle imposte sostitutive.
Calcolo delle plusvalenze da assoggettare a tassazione con il metodo LIFO (Last In First Out = Ultimo ad entrare, primo ad uscire). Calcolo delle plusvalenze da assoggettare a tassazione con il metodo del costo medio ponderato.
Possibilita’ di compensare le plusvalenze con le minusvalenze e di riportare a nuovo le minusvalenze eccedenti, compensabili con plusvalenze successive entro 4 anni. Possibilita’ di compensare le plusvalenze con le minusvalenze precedentemente conseguite presso lo stesso intermediario e di riportare a nuovo le eccedenze negative, compensabili con plusvalenze successive entro 4 anni.
Applicazione della disciplina riguardante il monitoraggio fiscale, sia interno che esterno. Esclusione dal monitoraggio fiscale, sia interno che esterno, assicurando in tal modo al contribuente l’anonimato.
Esclusione dall’applicazione di questo stesso regime delle plusvalenze derivanti da cessioni di partecipazioni qualificate, per le quali è sempre obbligatorio il regime della dichiarazione dei redditi.

 

Nel regime della dichiarazione il calcolo deve farlo l’investitore stesso, ricostruendo la movimentazione del suo portafoglio secondo il metodo LIFO (last in first out = l’ultimo a entrare è il primo a uscire). Va mantenuta evidenza di tutti gli acquisti e si compensano i risultati delle operazioni di vendita procedendo a ritroso, cioè considerando venduti per primi i titoli acquistati per ultimi.

Se alla fine dei conti ci si ritrova con una plusvalenza, la si può compensare con minusvalenze derivanti dalla chiusura di un rapporto amministrato o gestito, se risulta una minusvalenza  “la si mette da parte” per dedurla dalle plusvalenze realizzate nei quattro anni successivi.

Nel regime amministrato l’intermediario calcola le plus/minusvalenze a ogni singola operazione di vendita conteggiando il costo con il metodo del prezzo medio d’acquisto. Quando, detratte le eventuali precedenti perdite, risulta un utile, trattiene l’imposta del 26%; quando invece risulta una minusvalenza, la utilizzerà per compensare le plusvalenze successive, poiché quelle sulle quali ha già trattenuto l’imposta non rientrano più nel conto.

Se il contribuente ha scelto il regime della dichiarazione, la responsabilità dei calcoli grava su di lui, altrimenti sull’intermediario.

Aliquote di tassazione nel Regime Dichiarativo e nel Regime Amministrato

Le aliquote fiscali e i criteri della loro applicazione sono stati modificati dal Decreto Legge n. 138 del 13 agosto 2011, convertito nella Legge n. 148 del 14 settembre 2011, con decorrenza 1 gennaio 2012.

Con la tabella sottostante si è voluto fornire un riepilogo delle aliquote applicabili all’investitore privato, limitato agli strumenti finanziari più trattati.

 

 

Persone fisiche residenti
Possesso/compravendita di: Redditi di capitale Redditi diversi
delta NAV Imposta Acconto Imposta Acconto
Titoli di Stato della Comunità Europea ed equiparati 12,50% 12,50%
Obbligazioni emesse da Società quotate, indipendentemente dalla durata.* 26% 26%
Azioni quotate 26% 26%
Derivati 26% 26%
ETF armonizzati si 26% 26%
ETF non armonizzati si 26%
(saldo da regolare in sede di dichiarazione dei redditi)
26%
ETC armonizzati no 26%
Quote di OICR immobiliari chiusi 26% 26%

 

 

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