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Dichiarare il conto trading è sempre obbligatorio

Dichiarare il conto trading italiano o estero in regime dichiarativo è sempre obbligatorio se in presenza di una plusvalenza, di una minusvalenza o addirittura se non sono state effettuate alcune operazioni.

Avere un conto trading in regime dichiarativo presuppone l’obbligo da parte del cliente o del contribuente di effettuare tutti i conteggi da inserire nella dichiarazione dei redditi.

 

Il conto trading in regime dichiarativo va sempre dichiarato, ma vediamo le tre differenti casistiche in cui ci si può trovare:

♦ Se ho PLUSVALENZE

Pagare l’imposta del 26% sulle plusvalenze delle attività finanziarie e del 12,5% su obbligazioni e Titoli di Stato.

♦ Se ho MINUSVALENZE

Dichiarare le minusvalenze non è obbligatorio ma è preferibile farlo per non perdere la possibilità di compensare con plusvalenze successive entro 4 anni.

Devo obbligatoriamente compilare il quadro RW e pagare l’imposta IVAFE.

♦ Se NON ho operato sul conto devo obbligatoriamente:

  1. compilare il quadro RW (ai fini del monitoraggio fiscale)
  2. pagare l’imposta IVAFE

 

Che sanzioni comporta il non dichiarare il proprio conto trading?

 

Il non ottemperare agli obblighi fiscali comporta le seguenti sanzioni:

♦ Infedele o omessa dichiarazione dei redditi: €250

♦ Sanzione del 30% delle imposte non pagate o non dichiarate

QUADRO RW (sanzioni previste dal monitoraggio fiscale)

♦ Sanzione variabile dal 5% al 15% delle somme non indicate in RW

♦ Raddoppio dei termini di accertamento

 

 

Dichiarare il proprio conto trading è obbligatorio

Dichiarare il proprio conto trading è obbligatorio


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Omessa presentazione del Modulo RW? Non è sanzionabile

La mancata presentazione del modulo RW del modello Unico non rileva ai fini dell’applicazione delle sanzioni nel caso in cui le informazioni siano in possesso dell’Amministrazione finanziaria. È questo, in sintesi, il contenuto della sentenza della Commissione tributaria provinciale di Bolzano n. 40/02/2013. Riepiloghiamo la vicenda che ha portato alla sentenza e sintetizziamo le conclusioni a cui sono giunti i giudici.

L’Agenzia delle entrate, in merito, aveva contestato l’omessa compilazione del quadro RW a fronte di alcune movimentazioni di capitali all’estero e, nel contempo, irrogato la sanzione al contribuente per circa 42 mila euro.

Il contribuente, in merito, ha presentato ricorso presso la Commissione tributaria provinciale di Bolzano chiedendo la nullità del provvedimento:

  • per sproporzione delle sanzioni rispetto alla violazione di tipo formale;
  • per falsa applicazione dello Statuto del contribuente che vieta di richiedere informazioni e documenti di cui l’amministrazione finanziaria è in possesso.

In base a quanto precisato dal contribuente, infatti, le movimentazioni finanziarie verso lo Stato estero erano state effettuate da intermediari finanziari residenti nel territorio dello Stato e, quindi, obbligati per legge a inviare tali informazioni all’Anagrafe tributaria.

La Commissione tributaria in esame, nell’accogliere il ricorso presentato dal contribuente, ha ritenuto il comportamento del contribuente non sanzionabile, poiché le movimentazioni hanno riguardato “trasferimenti da e verso l’estero effettuati tramite intermediari finanziari abilitati residenti in Italia e obbligati a inviare tali informazioni alla stessa amministrazione finanziaria”. Pertanto tali dati erano già disponibili all’Amministrazione finanziaria.

Da ultimo, la Commissione tributaria ha ritenuto non irrogabili le sanzioni per omessa indicazione nel quadro RW se riferite al versamento di un anticipo a titolo di caparra a una ditta tedesca per l’acquisto di un prefabbricato mai perfezionato.

Secondo la Commissione, infatti, la precisazione contenuta nelle istruzioni per la compilazione del modello Unico, secondo cui nel quadro RW “non devono essere indicati gli acconti versati per acquisti o investimenti non ancora concretizzati nel periodo di imposta”,  è sempre applicabile anche per movimentazioni effettuate negli anni precedenti.

da Centro Studi CGN

Quadro RW – Monitoraggio fiscale

Quadro RW – Meno sezioni

La legge europea semplifica gli adempimenti dichiarativi riferiti al quadro RW a partire da Unico 2014.

Sulla base della modifica sono state eliminate le sezioni I (trasferimenti attraverso non residenti senza il tramite di intermediari italiani) e la sezione III (trasferimenti da, verso e sull’estero).

Seppur modificata è rimasta quale unica sezione la ex sezione II (consistenza degli investimenti all’estero e delle attività estere di natura finanziaria).