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Lezione 6: Dividendi su CFD

Tassazione dividendi su CFD

 

Nella lezione precedente abbiamo visto come quasi tutti i dividendi esteri subiscono una doppia imposizione in base al paese di emissione.

E’ possibile evitare questa doppia tassazione?

Per i titoli emessi nei paesi con più alta tassazione dei dividendi, talvolta può convenire investire nel CFD piuttosto che nel titolo sottostante poiché il broker sul dividendo del CFD trattiene solo il 15% e non ritenute più elevate.

Per scoprire la percentuale dovuta per ciascun dividendo in base al paese di emissione visitare la pagina “tassazione dei dividendi esteri

Lezione 5: fiscalità dividendi esteri

La tassazione dei dividendi esteri è un tema cruciale per chi intende investire in titoli non italiani.

I dividendi esteri subiscono una doppia tassazione: la prima nel paese di emissione del titolo, e poi sull’ammontare netto in Italia.

Facciamo l’esempio di un dividendo tedesco di €100. Su questo viene trattenuto il 15%. In Italia il dividendo sarà di €85. Per la doppia imposizione, verrà a sua volta tassato al 26%, facendo guadagnare solo €63.

Pertanto vi sarà una tassazione del 37%.

E’ necessario prima di acquistare un titolo valutare se merita investire in titoli a doppia tassazione sui dividendi.

Per scoprire la percentuale dovuta per ciascun dividendo in base al paese di emissione visitare la pagina “tassazione dei dividendi esteri

Sanzioni Fiscali Conti Trading

Sanzioni Fiscali Conti Trading

Avere un conto trading in regime dichiarativo comporta DUE OBBLIGHI FISCALI:

  1. Dichiarare i redditi
  2. Monitoraggio fiscale (quadro RW) – solo per conti esteri

Il non ottemperare agli obblighi fiscali comporta le seguenti sanzioni:

…se non si dichiarano i redditi:

  • Infedele dichiarazione – sanzione fissa di €250
  • Sanzione del 30% delle imposte non pagate
  • Se non si presenta la dichiarazione – proroga di 1 anno del termine di prescrizione

…se non si compila il Quadro RW:

  • Mancata compilazione del quadro RW – sanzione fissa di €258
  • Sanzione dal 3% al 15% delle somme non indicate in RW
  • Proroga di 1 anno del termine di prescrizione

 

Lezione 4: ETF

Ad ogni chiusura di trade è necessario valutare singolarmente ciascun ETF.

Le minusvalenze da ETF vanno dichiarate come redditi diversi e possono compensare altri redditi diversi quali le azioni, opzioni e futures. Le plusvalenze da ETF andranno dichiarate come redditi di capitale (ETF armonizzati) o come redditi ordinari (ETF non armonizzati).

I proventi derivanti da ETF non armonizzati vengono sommati agli altri redditi (lavoro autonomo, dipendente, affitti…).

A differenza degli altri strumenti finanziari non seguono la tassazione del 26% ma bensì quella dello scaglione di reddito di appartenenza.

Si possono utilizzare per detrarre le varie spese (esempio spese mediche, assicurative, per ristrutturazione, ecc.), se i redditi a tassazione ordinaria non compensano interamente le detrazioni.

Per ottimizzare la tassazione bisogna chiudere le plusvalenze da ETF non armonizzati per recuperare le detrazioni.

Lezione 3: Non perdere minusvalenze

Ottimizzazione fiscale

NON PERDERE MINUSVALENZE

Il regime dichiarativo è un vantaggio! Un conto trading italiano o estero in regime dichiarativo permette di:

  1. Pagare le tasse nel mese di giugno dell’anno successivo, questo genera più marginalità sul conto e quindi più leva
  2. Compensare le plusvalenze con le minusvalenze riducendo l’impatto fiscale sul conto

Nella terza lezione di Ottimizzazione fiscale discuteremo di come NON PERDERE LE MINUSVALENZE

Per coloro che hanno realizzato negli anni precedenti minusvalenze o sono in possesso della certificazione delle minusvalenze realizzate con conti in regime amministrato estinti (cd. zainetto fiscale) e tali minusvalenze rischiano di scadere senza essere utilizzate e detengono posizioni aperte con plusvalenze teoriche: chiudendo posizioni plusvalenti nella prossima dichiarazione dei redditi risulterà una plusvalenza che verrà compensata con le minusvalenze precedenti.

Lezione 2: Bilanciare le minusvalenze

Ottimizzazione fiscale

BILANCIARE LE MINUSVALENZE

Il regime dichiarativo è più vantaggioso rispetto al regime amministrato perché permette di:

1. Posticipare la tassazione all’anno successivo generando più marginalità sul conto

2. Compensare le plusvalenze realizzate con minusvalenze non realizzate per ottimizzare la tassazione e risparmiare le tasse facendole slittare agli anni successivi.

In questa seconda lezione di ottimizzazione fiscale parliamo di come BILANCIARE LE MINUSVALENZE

Per coloro che hanno realizzato nella frazione d’anno minusvalenze superiori alle plusvalenze e che detengono posizioni aperte con plusvalenze teoriche: chiudendo posizioni plusvalenti si compensano le minusvalenze già realizzate e si riduce la minusvalenza che si andrà ad inserire nella dichiarazione dei redditi. Le minusvalenze realizzate possono essere compensate con le plusvalenze realizzate nei quattro anni successivi ciò vuol dire che le minusvalenze inserite in Unico hanno una scadenza di quattro anni e quindi il non farle emergere in dichiarazione fa si che non gli venga attribuito un termine.

Lezione 1: Bilanciare le plusvalenze

Ottimizzazione fiscale

BILANCIARE LE PLUSVALENZE

Il regime dichiarativo è più vantaggioso rispetto al regime amministrato poiché permette:

  1. Di posticipare la tassazione generando una maggiore disponibilità di risorse durante l’anno
  2. Un possibile risparmio di tasse pagate nell’anno con slittamento agli anni successivi ottenuto ottimizzando il portafoglio compensando plusvalenze realizzate con minusvalenze non realizzate.

Nella prima lezione di ottimizzazione fiscale si parla di come BILANCIARE LE PLUSVALENZE

Per coloro che hanno realizzato nella frazione d’anno plusvalenze superiori alle minusvalenze e che detengono posizioni aperte con minusvalenze teoriche: chiudendo posizioni minusvalenti è possibile compensare le plusvalenze e ridurre le imposte da pagare nella prossima dichiarazione dei redditi e le posizioni chiuse potranno essere successivamente riaperte ripartendo da un costo di carico inferiore.

Come funziona il servizio?

 

Una volta contattato Dichiarativo.com invieremo tutte le indicazioni
relative alle tariffe da noi applicate e le modalità per consegnarci i dati
del vostro Conto Trading. Successivamente seguiremo i seguenti step:

Step 1: CONSEGNA DATI

Il cliente consegna i dati di trading a Dichiarativo.com nei formati richiesti

Step 2: PREVENTIVO

Dichiarativo.com prepara un preventivo gratuito per l’elaborazione fiscale

Step 3: ACCETTAZIONE

Il cliente sottoscrive il contratto di elaborazione fiscale del conto trading ed effettua il pagamento

Step 4: ELABORAZIONE

Dichiarativo.com procede con l’elaborazione fiscale del conto Trading

Step 5: CONSEGNA REPORT

Dichiarativo.com prepara il Modello Redditi precompilato contenente i quadri (RL, RM, RT, RW) da inserire in dichiarazione dei redditi.

Step 6: DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Ci si può affidare a un Commercialista associato a Dichiarativo.com (tariffa a partire da €90 +Iva) oppure Consegnare i report al proprio Commercialista per farli inserire in dichiarazione

Completare il form per ricevere subito il tariffario. Più di 500 clienti ci hanno già scelto.

Tassazione dei dividendi esteri

Come vengono tassati i dividendi esteri?

Quasi tutti i dividendi esteri subiscono una doppia tassazione poiché i Trattati contro la doppia imposizione prevedono che il 15% sia sempre tassato nel paese di emissione.

Oltre alla tassazione all’estero, i dividendi sono tassati in Italia al netto in frontiera.

I dividendi UK, Australia, Hong Kong e Singapore non hanno ritenuta alla fonte, mentre gli altri paesi hanno un’imposizione dal 10% al 35%.

Nella tabella riportata vediamo nel dettaglio la percentuale dovuta per ciascun dividendo in base al paese.

Tassazione dividendi esteri

Le Criptovalute vanno dichiarate?

Le Criptovalute vanno dichiarate? 1

L’Agenzia delle Entrate considera le Criptovalute al pari delle valute tradizionali. Pertanto al di sotto del limite di €51.645,69 non soggette a tassazione del 26%. Il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative alle operazioni in valuta deve essere fatto solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a €51.645,69. Superato questo limite per almeno 7 giorni consecutivi, l’Agenzia delle Entrate considera la compravendita di criptovalute un’attività speculativa.

Investire in Bitcoin o in Criptovalute comporta ugualmente due obblighi fiscali:

  1. La redazione del quadro RW
  2. Il pagamento dell’imposta IVAFE (corrispondente all’imposta di bollo che si avrebbe su conto deposito italiano)

Dichiarativo.com offre un servizio unico in Italia con software specializzato per elaborare i dati di Bitcoin e di tutte le altre Criptovalute, seguendo la Normativa Fiscale Italiana.