Laura Nessun commento

Chi, quando, come utilizzare il regime dichiarativo?

In Italia vi sono 3 regimi fiscali per i conti deposito:

  1. Dichiarativo
  2. Amministrato
  3. Gestito

Il regime del risparmio gestito è quello meno utilizzato poiché riguarda il caso in cui il risparmio venga gestito da un intermediario specializzato (Banca, SIM, fondo comune d’investimento aperto o chiuso e SICAV). I propri risparmi vengono affidati a un gestore professionale che oltre alla gestione dell’investimento (intesa come acquisto e vendita di attività finanziarie) si occuperà dall’aspetto fiscale. In questo regime l’imposta viene direttamente calcolata sul risultato netto della gestione maturata, confrontando il valore del portafoglio alla fine dell’esercizio con quello all’inizio. L’investitore è esente da obblighi fiscali poiché ci penserà il suo gestore.

L’investitore pertanto al momento dell’apertura del conto trading dovrà scegliere se optare per il regime amministrato o per il dichiarativo.

Il regime automatico all’apertura di un conto italiano è l’Amministrato salvo opzione per il regime Dichiarativo.

Quando scegliere il regime dichiarativo:

  • Può essere scelto per opzione al momento dell’apertura del conto o del deposito

Elaborazioni fiscali conti trading

Quando è obbligatorio il Regime Dichiarativo?

Il Regime Dichiarativo è obbligatorio e dunque imposto per legge quando risulta essere l’unica modalità di dichiarazione. Vediamo subito quali sono questi casi:

PER IL CALCOLO DELLE OPERAZIONI IN VALUTA ESTERA

Anche se si è in regime amministrato e pertanto la propria banca funge da sostituto d’imposta calcolando e trattenendo le imposte da versare, c’è una particolarità da tenere sempre presente: il calcolo della valuta.

Il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative ad operazioni in valuta deve essere fatto (e il risultato deve essere inserito in dichiarazione dei redditi con l’eventuale pagamento delle imposte dovute) solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui (art. 67 Dpr 917/86).

Per il calcolo della giacenza complessiva devono essere sommati tutti i controvalori dei depositi e conti intrattenuti anche di valute diverse anche con differenti intermediari o broker. Superata la soglia di giacenza prevista per sette giorni lavorativi consecutivi bisogna inserire in dichiarazione la plusvalenza o la minusvalenza realizzata su tutte le operazioni dell’anno solare di riferimento della dichiarazione; se invece non si supera la soglia non bisogna dichiarare la plusvalenza e non si possono utilizzare le eventuali minusvalenze realizzate.

 

QUANDO IL BROKER E’ ESTERO

Quando l’intermediario o il broker sono esteri e non hanno optato per essere sostituti d’imposta (pochissimi broker esteri sono sostituti d’imposta): in tal caso tutti i conteggi sono a carico del cliente/contribuente che poi li riporterà in dichiarazione dei redditi.

Con riferimento agli intermediari e broker esteri si segnala che in ogni caso anche se sostituti d’imposta il cliente/contribuente ha l’obbligo di inserire specifici dati in dichiarazione dei redditi ai fini dell’assolvimento dell’imposta IVAFE e del monitoraggio fiscale (quadro RW).

Detenere un conto estero presuppone sempre l’obbligo di inserirlo in dichiarazione dei redditi ai fini del monitoraggio fiscale. Anche se non vengono effettuate operazioni o se il conto trading presenta una perdita alla fine dell’anno, rimane sempre l’obbligo di predisporre il quadro RW e di versare l’imposta IVAFE.

L’imposta IVAFE, letteralmente Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere grava sulle persone fisiche residenti in Italia che detengono conti presso intermediari esteri. L’imposta è pari al 2 per mille del valore delle attività stesse e si versa una volta all’anno.

Ricordiamo che questa imposta pari al 2 per mille si versa anche per conti in Italia non soggetti al monitoraggio fiscale. Pertanto ancora una volta vediamo che la tassazione è la medesima indipendentemente dal regime fiscale prescelto.

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