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Guida fiscale trading: lezione 1

Nella guida fiscale di Dichiarativo.com vedremo 8 strategie secondo le quali il regime dichiarativo presenta più vantaggi dell’amministrato.

Otto lezioni per imparare ad ottimizzare la tassazione e ridurre l’impatto fiscale del tuo conto trading. 

Prima di iniziare però è opportuno classificare i due regimi:

Nel trading online l’investitore può scegliere il regime fiscale da adottare nella fase di apertura di un conto trading. In Italia è possibile optare per il regime amministrato, nel quale l’intermediario agisce da sostituto d’imposta prendendosi carico di tutti gli obblighi fiscali; oppure per il regime dichiarativo, nel quale il trader è tenuto ad effettuare i calcoli e a presentare la dichiarazione dei redditi.

Uno dei quesiti principali che si pone l’investitore prima dell’apertura di un conto trading riguarda la scelta del regime.

Partiamo dal presupposto che per offrire il regime amministrato il broker deve avere una sede in Italia. Per questo motivo la maggior parte dei broker esteri non possono agire da sostituto d’imposta. Il regime amministrato è possibile solo per banche italiane, pertanto vi è una limitazione nella scelta del broker con il quale aprire il conto. In generale, i broker esteri offrono ai clienti commissioni inferiori rispetto ai broker italiani e hanno piattaforme più efficienti che hanno accesso a più mercati.

La vasta scelta dei broker, degli strumenti finanziari, dei mercati e le commissioni più basse non sono i soli punti di forza del regime dichiarativo. La differenza è che con il dichiarativo vi è la possibilità di ridurre l’impatto fiscale, ovvero di risparmiare.

Cosa cambia a livello di tassazione tra i due regimi?

L’aliquota di tassazione è identica a prescindere dal regime fiscale adottato ma cambia la modalità con il quale viene calcolato il profit & loss.

Spieghiamo meglio questo concetto. Con il regime dichiarativo la tassazione viene calcolata su base annuale con il metodo LIFO (Last In First Out = ultimo ad entrare, primo ad uscire) e permette la possibilità di compensare le plusvalenze con le minusvalenze di tutto l’anno e di riportare i 4 anni successivi le minusvalenze eccedenti.

Nel regime amministrato invece la tassazione avviene alla chiusura di ciascuna operazione con il metodo del costo medio ponderato. E’ possibile compensare le plusvalenze con le minusvalenze precedentemente realizzate nei 4 anni precedenti nello stesso conto, senza la possibilità di compensarle con altri conti.

E’ evidente che il regime Dichiarativo permette al cliente agevolazioni fiscali. Ma quali sono questi vantaggi? Sono semplici da attuare?

Dichiarativo.com ha pianificato 6 strategie per sfruttare i vantaggi del Regime Dichiarativo. Ad ogni lezione potremo dare un punteggio a seconda della complessità per attuare la strategia: difficoltà bassa, difficoltà media e difficoltà alta.

In questa prima lezione di ottimizzazione fiscale si parla di come BILANCIARE LE PLUSVALENZE

Lezione 1: Bilanciare le plusvalenze 2

La difficoltà che attribuiremo a questa lezione è bassa e di facile attuazione.

Le imposte si pagano sulle plusvalenze realizzate al netto delle minusvalenze realizzate. Per realizzare una posizione è necessario chiuderla.

Ricordiamo che in regime dichiarativo i conteggi vengono effettuati dal 01.01 al 31.12, pertanto le imposte si pagano sulla situazione del conto alla fine dell’anno, sulla somma dei profitti e le perdite realizzate al 31.12.

Per ottimizzare la tassazione è opportuno valutare la propria situazione prima della fine dell’anno. Se in portafoglio si detengono plusvalenze realizzate superiori alle minusvalenze e allo stesso tempo vi sono posizioni aperte con minusvalenze  non realizzate, è conveniente chiudere le posizioni minusvalenze latenti per compensarle con le plusvalenze e ridurre le imposte da pagare nella prossima dichiarazione dei redditi.  Inoltre le posizioni chiuse potranno essere successivamente riaperte ripartendo da un costo di carico inferiore.

Vediamo un esempio pratico:  
Situazione al 01.12.2019 
→ Plusvalenze realizzate: +3.500 
→ Minusvalenze realizzate: -500 
→ Minusvalenze non realizzate (non chiuse): -4.500 
Senza effettuare altre operazioni pagherò le imposte su €3.000, ovvero €780 (26%). 
In portafoglio però detengo €4.500 di minusvalenze non realizzate. 
Chiudendo queste posizioni per €3.000 potrò compensare le plusvalenze AZZERANDO LA TASSAZIONE. 
Inoltre, una volta chiuse potrò poi riaprirle subito dopo ad un prezzo di carico minore.

Hai dubbi su questa lezione di ottimizzazione fiscale? Dichiarativo.com può assisterti, calcolando le imposte dovute sul tuo conto trading.

Contattaci subito per ricevere un preventivo personalizzato e gratuito.

*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.