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Guida fiscale trading: lezione 2

Proseguono le nostre lezioni di ottimizzazione fiscale che permettono all’investitore di trarre tutti i vantaggi del regime dichiarativo.

Se utilizzato nel modo corretto, il regime dichiarativo permette di ridurre l’impatto fiscale del tuo conto trading facendoti risparmiare imposte. Le tasse applicate sulle plusvalenze derivanti da un conto trading sono le medesime per entrambi i regimi – amministrato e dichiarativo. Quest’ultimo permette di attuare delle strategie per compensare e ottimizzare la tassazione.

Quali sono le aliquote applicabili?

Dal 2014 l’aliquota applicabile per la tassazione degli strumenti finanziari è pari al 26% e al 12,5% per obbligazioni e Titoli di Stato. Gli unici strumenti che prevedono una tassazione diversa sono gli ETF, che vanno valutati singolarmente ad ogni chiusura di trade. Le plusvalenze da ETF armonizzati vanno nei Redditi di capitale (quadro RM) e sono tassati al 26%, mentre gli ETF non armonizzati vanno a tassazione ordinaria. Sugli ETF si possono trarre vantaggi fiscali, ma questo lo vedremo meglio nella quarta lezione di ottimizzazione fiscale.

Vediamo subito un’altra situazione nella quale ci si può trovare entro la fine dell’anno. Ricordiamo che con il regime dichiarativo si effettua una fotografia al 31.12 per valutare a questa data tutte le operazioni effettuate nell’anno: in base alla somma delle plus/minusvalenze si pagano le imposte.

Nella seconda lezione di ottimizzazione fiscale vediamo come BILANCIARE LE MINUSVALENZE

La difficoltà per attuare questa strategia è sempre bassa.Lezione 2: Bilanciare le minusvalenze 2

Nella prima lezione abbiamo valutato la situazione in cui le plusvalenze realizzate alla fine dell’anno sono superiori alle minusvalenze e allo stesso tempo si hanno posizioni aperte con minusvalenze non realizzate.

In questa lezione vediamo la situazione opposta: alla fine dell’anno si detengono in portafoglio minusvalenze realizzate superiori alle plusvalenze e allo stesso tempo posizioni aperte con plusvalenze teoriche. E’ conveniente chiudere le posizioni in plusvalenza latente che si compensano con le minusvalenze già realizzate per ridurre la minusvalenza che si andrà ad inserire nella dichiarazione dei redditi.

Le minusvalenze realizzate eccedenti se inserite in dichiarazione dei redditi potranno essere compensate con le plusvalenze realizzate dei 4 anni successivi. Pertanto compensarle con le plusvalenze e non farle emergere in dichiarazione fa si che non gli venga attribuito un termine. Ma di questo parleremo meglio nella prossima lezione.

Tornando alla seconda strategia possiamo vedere un esempio pratico:

Situazione al 01.12.2019
→ Plusvalenze realizzate: +500 
→ Minusvalenze realizzate: -4.000 
→ Plusvalenze teoriche (non chiuse): +5.000
Senza effettuare operazioni al 31.12 non pagherò imposte e porterò in dichiarazione €3.500
di minusvalenze. 
Questi €3.500 di perdite scadranno tra 4 anni.
Chiudendo le plusvalenze teoriche non pagherò imposte e non attribuirò un termine alle mie perdite.

Hai dubbi su questa lezione di ottimizzazione fiscale? Dichiarativo.com può assisterti, calcolando le imposte dovute sul tuo conto trading.

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*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.