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Indice Guida Fiscale Conti Trading

Dichiarativo.com ha creato una guida all’ottimizzazione fiscale con 8 lezioni  che permettono di trarre più vantaggi dal Regime Dichiarativo e che comportano una riduzione dell’impatto fiscale del proprio conto trading.

Quali sono queste strategie fiscali? 

Abbiamo creato 8 lezioni in cui spieghiamo le strategie con video ed esempi. Ad ogni lezione abbiamo attribuito un punteggio in base alla difficoltà di attuazione (basso-medio-alto).

Per qualsiasi dubbio o chiarimento non esitare a contattarci!

Vediamo ora in sintesi di cosa andremo a parlare:

Lezione 1: Bilanciare le plusvalenze

Nella prima lezione esamineremo l’importanza di effettuare una fotografia della situazione dei  propri investimenti chiusi e aperti prima della fine dell’anno. Potrebbe essere conveniente chiudere posizioni in minusvalenza per ridurre/azzerare le plusvalenze e non pagare in questo modo tasse per l’anno in chiusura.

Lezione 2: Bilanciare le minusvalenze

Nella seconda lezione valuteremo la situazione opposta alla prima, ovvero la chiusura di posizioni in profitto per ridurre le minusvalenze e quindi protrarre nel tempo la loro scadenza.

Lezione 3: Non perdere le minusvalenze

Vedremo poi l’importanza delle minusvalenze e di quanto sia fondamentale non farle scadere per ottimizzare la tassazione future del conto trading.

Lezione 4: Tassazione ETF

Parleremo della possibilità di utilizzare i profitti derivanti da ETF per detrarre le varie spese (spese mediche, assicurative, di ristrutturazione edilizia, ecc.)

Lezione 5: Fiscalità dividendi esteri

La fiscalità dei dividendi esteri è un tema cruciale per gli investitori. Discuteremo della doppia imposizione e delle varie aliquote applicate dai paesi. Ci interrogheremo se è sempre conveniente acquistare titoli che potrebbero distribuire un dividendo estero.

Lezione 6: Dividendi su CFD

Rimanendo in tema di dividendi vedremo poi come minimizzare la tassazione dei dividendi esteri acquistando CFD piuttosto che il titolo sottostante.

Lezione 7: Single Stock Futures

Scopriremo che acquistando i Single Stock Futures non pagheremo il 26% sugli interessi poiché il costo di finanziamento dei SSF viene implicitamente compreso nel prezzo.

Lezione 8: Redditi di Capitale

Infine nell’ultima lezione ci soffermeremo sulla possibilità di optare per una tassazione opzionale (ordinaria) per i redditi di capitale e utilizzare quest’ultimi a compensazione di varie spese (spese mediche, assicurative, di ristrutturazione ecc.)

 

*I contenuti delle guide fiscali non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.

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Lezione 7: Single-Stock Futures

Guida fiscale trading: lezione 7

Risparmia sulla tassazione con le guide fiscali del Regime Dichiarativo!

Quando si effettua un investimento finanziario, in alcuni casi, si pagano degli interessi.

Investire in CFD comporta un addebito di interessi. Lo stesso per un investimento in azioni senza la disponibilità di liquidità (a leva).

Abbiamo visto nelle precedenti lezioni che i costi di finanziamento non sono fiscalmente deducibili poiché non si compensano con le plus/minusvalenze derivanti da investimenti finanziari. Al contrario gli interessi in credito vanno a tassazione separata e vengono tassati al 26%.

E’ presente una tipologia di strumenti finanziari che comprende nel prezzo il costo del finanziamento, pertanto l’interesse farà parte della plusvalenza o minusvalenza alla chiusura del trade.

Quali sono questi strumenti?

Si tratta dei future su azioni (o single stock future, SSF), ovvero degli strumenti derivati molto standardizzati, negoziati sui mercati regolamentati. Nei SSF acquirente e venditore si impegnano a negoziare in data futura stabilita una quantità concordata di titoli azionari (underlying), ad un prezzo fissato all’atto della stipula del contratto. Entrambe le parti sono obbligate a scadenza a effettuare la prestazione.

Il soggetto che compra il future deve acquistare a scadenza le azioni, assume una posizione lunga (long). Il soggetto che vende si impegna a consegnare a scadenza le azioni, assume una posizione corta (short).

Nella settima lezione scopriamo come risparmiare il 26% di tassazione sugli interessiLezione 7: Single-Stock Futures 2

Questa volta la difficoltà per attuare la strategia è alta, ma se compresa comporta un risparmio del 26% sugli interessi e dividendi.

I Single Stock Future prevedono che l’interesse venga sempre compreso prezzo, pertanto non va a tassazione separata. Il costo del finanziamento viene sommato alla plusvalenza o alla minusvalenza alla chiusura del trade e viene inserito nei redditi diversi.

Investire in Future su azioni permette un risparmio del 26% sul finanziamento dello strumento.

Inoltre su alcuni Single Stock Futures anche il dividendo è compreso nel prezzo, perciò si trasforma il dividendo in un un reddito diverso e si potrà compensare con eventuali minusvalenze, non pagando il 26% su quest’ultimo.

*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.

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Lezione 8: Redditi di Capitale

Guida fiscale trading: lezione 8

Nell’ultima lezione di guida fiscale vediamo un altro vantaggio del Regime Dichiarativo che ci permette di ridurre la tassazione sui Redditi da Capitale!

Cosa sono i Redditi da Capitale?

Rientrano in questa categoria tutti i redditi derivanti dalle rendite finanziarie e dai dividendi di partecipazione. I Redditi da Capitale vengono disciplinati dagli articoli 44 e 45 del TUIR, anche se il Fisco non definisce esplicitamente quali sono questi redditi.

Possiamo però classificare i redditi di capitale in queste categorie:

INTERESSI e altri proventi derivanti da conti correnti o conti depositi (trading)

CEDOLE ovvero interessi di obbligazioni o Titoli di Stato

DIVIDENDI, parte dell’utile che viene consegnata da una società ai suoi azionisti

ETF ARMONIZZATI, fondi d’investimento conformi alle direttive europee

I redditi di Capitale ordinariamente vanno a tassazione separata e vengono tassati al 26% e si inseriscono nel quadro RM del Modello Redditi. Non possono essere compensati con le plusvalenze e minusvalenze da strumenti finanziari che vengono inseriti nel quadro RT.

In questa lezione scopriamo come ridurre le imposte sui Redditi di Capitale

La difficoltà per attuare questa strategia è bassa.

Lezione 8: Redditi di Capitale 4

Sulla tassazione dei dividendi italiani e esteri ci siamo già soffermati nelle precedenti lezioni di guida fiscale (lezione 5) e abbiamo visto come quest’ultimi vengono sempre tassati al netto in frontiera al 26%. Non è possibile optare per un’altra tassazione.

Per interessi, cedole e etf armonizzati potrebbe convenire optare per una tassazione opzionale, ovvero la tassazione ordinaria. Cosa cambia?

A tassazione ordinaria si paga l’aliquota dello scaglione di reddito di appartenenza, che per redditi inferiori a €15.000 è al 23%.

Inoltre se si posseggono molte spese mediche, di ristrutturazione edilizia si possono compensare i redditi di capitale arrivando a diminuire notevolmente o anche azzerando le imposte sui redditi da capitale.

 

 

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Scadenze Fiscali e Ravvedimento Operoso per il Conto Trading

Ritardo nel dichiarare al fisco il tuo conto trading?
Sei ancora in tempo per sanare la posizione!

 

Prima pagherai le imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi e meno sanzioni e interessi di mora dovrai pagare.

Detenere un conto trading italiano o estero in regime dichiarativo presuppone spesso(conti Italiani)/o sempre(conti esteri) l’obbligo di inserirlo in dichiarazione dei redditi e di versare le eventuali imposte dovute.

Quali sono le scadenze fiscali 2019 per l’anno 2018 entro le quali è obbligatorio versare le imposte e presentare la dichiarazione dei redditi?

⇒ 30 giugno 2019: prima scadenza per il pagamento delle imposte

⇒ 1 luglio 2019: seconda scadenza per il pagamento delle imposte (con maggiorazione 0.40%)

⇒ 30 settembre 2019: prima scadenza per il pagamento delle imposte (per i titolari di partita iva)

⇒ 31 ottobre 2019: seconda scadenza per il pagamento delle imposte (per i titolari di partita iva)

⇒ 2 dicembre 2019: invio dichiarazione dei redditi

Scadenze Fiscali e Ravvedimento Operoso per il Conto Trading 5

Le prime due scadenze per il pagamento delle imposte sono passate. Cosa fare?

I contribuenti hanno tempo fino al 2 dicembre per presentare telematicamente la loro dichiarazione dei redditi.

Anche se le prime due scadenze sono passate è ancora possibile versare l’imposta dovuta tramite l’istituto del ravvedimento operoso che permette di regolarizzare omessi o insufficienti versamenti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Chi può utilizzare il ravvedimento?

Il ravvedimento è consentito a tutti i contribuenti che intendono regolarizzare spontaneamente il pagamento omesso o ritardato.

 

Come funziona il ravvedimento per il conto trading in regime dichiarativo?

Il ravvedimento prevede una sanzione in misura ridotta e gli interessi di mora calcolati in base al numero di giorni di omesso o ritardato adempimento fiscale. 

La sanzione intera prevista è del 30% dell’imposta non versata. La sanzione si riduce al 15% per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza.

Con il ravvedimento la sanzione si riduce ulteriormente a seconda dei termini in cui avviene il pagamento. Fare riferimento allo schema riportato per il calcolo della sanzione ridotta.

Scadenze Fiscali e Ravvedimento Operoso per il Conto Trading 6

Come si calcola il ravvedimento operoso?

Per calcolare il ravvedimento è necessario conoscere:

  1. La scadenza del tributo
  2. Il numero dei giorni di ritardo in base ai quali si applica una sanzione ridotta diversa
  3. Il tasso legale degli interessi di mora 2019 (dal 01.01.2019 il tasso è salito allo 0,80%).

Si riporta un esempio per comprendere meglio il calcolo degli importi dovuti:

→ Imposta dovuta €100,00
→ Data omesso versamento: 30/06/2019
→ Data ravvedimento: 15/09/2019
→ Giorni di ritardo (dal 30/06/2019 al 15/09/2019): 77
CALCOLO SANZIONE: €1,67 (1/9 x 15% = 1,67%)
CALCOLO INTERESSI: €0,17 

Totale versamento dovuto: €101,84

 

Dichiarativo.com può assisterti, calcolando le imposte dovute sul tuo conto trading. Affrettati, prima regolarizzerai la posizione meno sanzioni dovrai versare.

Contattaci subito per ricevere un preventivo personalizzato e gratuito.

 

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Investing Roma 2019

Investing Roma 2019 7

Venerdì 04 Ottobre 2019

 

Dichiarativo.com sarà presente all’evento che si terrà al Centro Congressi Fontana di Trevi in piazza della Pilotta a Roma.

Prenota un appuntamento inviando una mail a info@dichiarativo.com per fissare un incontro di 15 minuti durante l’esposizione con il team di Dichiarativo.com.

Evita sanzioni fiscali e dichiara subito il tuo conto trading in regime dichiarativo. Se il conto è all’estero è sempre obbligatorio dichiararlo, anche se non sono state fatte operazioni di trading o se il conto è in perdita. Dichiarare le minusvalenze invece non è obbligatorio ma è preferibile farlo per non perdere la possibilità di compensarle con le plusvalenze dei successivi 4 anni.

Qualora non venisse dichiarato il conto si rischiano le seguenti sanzioni:

Conto estero – mancata compilazione del quadro RW
Mancata compilazione del quadro RW – sanzione fissa di €258
Sanzione dal 3% al 15% delle somme non indicate in RW
Proroga di 1 anno del termine di prescrizione
Se non si dichiarano le plusvalenze
€250 (sanzione fissa) per infedele dichiarazione
Sanzione del 90% delle imposte non pagate maggiorata di 1/3
Se non si presenta la dichiarazione – proroga di 1 anno del termine di prescrizione

Cosa fa Dichiarativo.com?

  1. elabora il conto trading secondo la Normativa fiscale italiana
  2. consegna al cliente un Modello Redditi precompilato da inserire in dichiarazione
  3. effettua e rilascia tutti i calcoli del conto trading
  4. garantisce i calcoli in caso di contestazione da parte dell’Agenzia Entrate
  5. offre il servizio di invio telematico della dichiarazione dei redditi

Prenota subito una consulenza gratuita con i nostri Professionisti.

Per maggiori informazioni visita in sito di www.investingroma.it

 

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Trading Online Expo Milano 2019

Trading Online Expo Milano 2019 8

23/24 Ottobre 2019

Palazzo Mezzanotte, Piazza degli Affari Milano

 

Dichiarativo.com sarà presente alla Trading Online Expo di Milano

Prenota un appuntamento gratuito inviando una mail a info@dichiarativo.com per fissare un incontro di 15 minuti durante l’esposizione con il team di Dichiarativo.com.

Ricordati che il conto trading estero va sempre inserito in dichiarazione dei redditi, anche se in minusvalenza o se non sono state effettuate operazioni. Approfitta e chiedi un incontro gratuito a Dichiarativo.com.

Durante la consulenza potrai chiarire i dubbi relativi alla fiscalità dei conti trading, scoprire i vantaggi del regime dichiarativo, vedere quando è obbligatorio inserire in dichiarazione un conto e conoscere le guide fiscali che permettono un risparmio sulla tassazione.

Vuoi essere sicuro di non rischiare sanzioni fiscali? Chiedi subito una consulenza gratuita a Dichiarativo.com

Detenere un conto estero implica l’obbligo di:

Dichiarare le plusvalenze:

Se non si dichiarano i redditi…
€250 (sanzione fissa) per infedele dichiarazione
Sanzione del 90% delle imposte non pagate maggiorata di 1/3
Se non si presenta la dichiarazione – proroga di 1 anno del termine di prescrizione

Monitoraggio fiscale (quadro RW):

Se non si compila il quadro RW…
Mancata compilazione del quadro RW – sanzione fissa di €258
Sanzione dal 3% al 15% delle somme non indicate in RW
Proroga di 1 anno del termine di prescrizione

Cosa fa Dichiarativo.com?

  1. Applica la normativa fiscale italiana ad ogni operazione del conto trading
  2. Consegna un Modello Redditi precompilato da ricopiare in dichiarazione dei redditi
  3. Rilascia tutta la documentazione dettagliata di calcolo
  4. Garantisce i calcoli
  5. Se necessario, offre il servizio di predisposizione del Modello Redditi ufficiale ed  l’invio all’Agenzia Entrate

Per maggiori informazioni visita la pagina Trading Online Expo Milano

 

 

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Lezione 6: Dividendi su CFD

Guida fiscale trading: lezione 6: CFD e ritenute su dividendi

Il Regime Dichiarativo permette di evitare in alcuni casi la doppia tassazione di dividendi esteri!

Nella lezione precedente abbiamo visto come quasi tutti i dividendi esteri subiscono una doppia imposizione in base al paese di emissione.

E’ possibile evitare questa doppia tassazione?

In parte.

In questa lezione discuteremo di come minimizzare la tassazione dei dividendi esteri acquistando CFD.Lezione 6: Dividendi su CFD 10

La difficoltà per attuare questa strategia è media.

Di cosa si tratta?

Abbiamo visto nella lezione precedente le aliquote per paese di emissione del dividendo.

Per i titoli emessi nei paesi con più alta tassazione dei dividendi, talvolta può convenire investire nel CFD piuttosto che nel titolo sottostante poiché il broker sul dividendo del CFD trattiene solo il 15% e non ritenute più elevate.

*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.

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Lezione 5: fiscalità dividendi esteri

Due lezioni dedicate ai dividendi. Sono sempre un vantaggio? Quanto vengono tassati in Italia e all’estero?

Oggi si parla di dividendi, ovvero quelle parti dell’utile che una società decide di distribuire ai suoi azionisti. Normalmente la decisione di distribuirli spetta all’assemblea ordinaria dopo aver definito il bilancio.

La tassazione dei dividendi esteri è un tema cruciale per chi intende investire in titoli non italiani.

Come funziona la tassazione dei dividendi?

♦ I dividendi in Italia vengono tassati con l’aliquota del 26% al pari di tutti gli altri strumenti finanziari.

♦ I dividendi esteri vengono in primo luogo tassati nel paese di emissione del titolo, e poi sull’ammontare netto in Italia (al 26%).

Quasi tutti i dividendi esteri subiscono una doppia tassazione poiché i Trattati contro la doppia imposizione prevedono che il 15% sia sempre tassato nel paese di emissione. Oltre alla tassazione all’estero, i dividendi sono tassati in Italia al netto in frontiera.

La doppia tassazione è presente sia nel regime amministrato sia nel dichiarativo.

E’ possibile, ma non sempre facile, chiedere un rimborso delle ritenute subite eccedenti l’aliquota prevista dal trattato contro le doppie imposizioni.

Nella quinta lezione di Ottimizzazione fiscale vedremo le aliquote dei DIVIDENDI ESTERI.

Non si tratta di una strategia molto difficile da applicare, più che altro è opportuno valutare fino in fondo certi aspetti prima di acquistare un titolo estero.Lezione 5: fiscalità dividendi esteri 11

Perché inseriamo i dividendi nella nostra guida di ottimizzazione fiscale? Com’è possibile trarne un vantaggio?

In base al paese di emissione del dividendo cambia l’aliquota fiscale che verrà trattenuta. Vediamo nella tabella a quanto ammontano queste ritenute:

Lezione 5: fiscalità dividendi esteri 12

Quasi tutti i paesi prevedono una tassazione del 15%, ad eccezione della Svizzera con il 35% e di altri stati che non prevedono aliquote.

Riportiamo un esempio pratico: 
Riceviamo un dividendo tedesco di €100.
Su questo viene trattenuto il 15%.
In Italia il dividendo sarà di €85.
Per la doppia imposizione, verrà a sua volta tassato al 26%, facendo guadagnare solo €63.
Pertanto vi sarà una tassazione del 37%.

Acquistando un’azione BMW (Germania) ad esempio in caso di emissione del dividendo la tassazione su quest’ultimo sarà del 37%. E’ opportuno valutare questa situazione prima di acquistare un’azione.

E se invece acquistassimo un titolo svizzero?

Riceviamo un dividendo svizzero di €100.
Su questo viene trattenuto il 35%.
In Italia il dividendo netto sarà si €65.
Verrà a sua volta tassato al 26%, facendo guadagnare €48.
La tassazione sarà del 61%

Prima di acquistare un’azione estera è importante essere al corrente che se verrà rilasciato il dividendo si pagherà una doppia tassazione.

E’ necessario prima di acquistare un titolo valutare se conviene investire in titoli a doppia tassazione sui dividendi.

E’ possibile ridurre questa doppia tassazione? In alcuni casi si. Come? Scopri subito la nostra sesta lezione di ottimizzazione fiscale!

*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.

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Sanzioni Fiscali Conti Trading

Con gli ACCORDI INTERNAZIONALI di scambio informazioni il Fisco Italiano è in possesso dei dati dei beni posseduti all’estero da ciascun residente italiano dall’anno 2016.

L’intermediario italiano (banca) da cui partono o si ricevono bonifici da/o per l’estero comunica gli importi al Fisco Italiano

 

Un conto trading in Regime Dichiarativo va sempre dichiarato.

Avere un conto trading in regime dichiarativo comporta DUE OBBLIGHI FISCALI:

  1. Dichiarare i redditi
  2. Monitoraggio fiscale (quadro RW) – solo per conti esteri

Il non ottemperare agli obblighi fiscali comporta le seguenti sanzioni:

…se non si dichiarano i redditi:

  • Infedele dichiarazione – sanzione fissa di €250
  • Sanzione dal 30% al 90% delle imposte non pagate, maggiorate di 1/3
  • Se non si presenta la dichiarazione – proroga di 1 anno del termine di prescrizione

…se non si compila il Quadro RW:

  • Mancata compilazione del quadro RW – sanzione fissa di €258
  • Sanzione dal 3% al 15% delle somme non indicate in RW
  • Proroga di 1 anno del termine di prescrizione

 

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Lezione 4: Tassazione ETF

Una strategia del Regime Dichiarativo per utilizzare i profitti da ETF a compensazione delle detrazioni fiscali.

Dal 2014 l’aliquota applicabile per la tassazione degli strumenti finanziari è pari al 26% e al 12,50% per le obbligazioni e Titoli di Stato. Queste percentuali valgono per tutti gli strumenti ad eccezione degli ETF.

Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono una tipologia di fondi d’investimento aventi il fine di replicare un indice di riferimento (cd. benchmark).

Come vengono tassati gli ETF?

Per rispondere alla domanda è necessario in primo luogo distinguere gli ETF armonizzati da quelli non armonizzati. Non vi è una lista precisa che differenzia le due categorie. L’aggettivo armonizzato significa conforme alle direttive europee, pertanto quotato sulle Borse europee. Viceversa, gli ETF non armonizzati non sono conformi alle direttive europee e sono quotati su altri mercati. Per scoprire se un ETF è armonizzato o non armonizzato è necessario leggere il prospetto informativo e il regolamento fornito dall’acquirente.

La seconda distinzione che deve essere fatta ad ogni chiusura di trade è se l’ETF ha generato una plusvalenza o una minusvalenza.

Le minusvalenze da ETF (sia armonizzati che non armonizzati) vanno dichiarate come redditi diversi e possono compensare altri redditi diversi quali le azioni, opzioni e futures.

Le plusvalenze da ETF andranno dichiarate come redditi di capitale (ETF armonizzati) o come redditi ordinari (ETF non armonizzati).

I redditi da capitale vanno a tassazione separata e prevedono sempre l’aliquota del 26%.

I proventi derivanti da ETF non armonizzati vanno a tassazione ordinaria, non seguono la tassazione del 26% ma bensì quella dello scaglione di reddito di appartenenza.

Nella quarta lezione vedremo come recuperare le detrazioni fiscali con gli ETF

La difficoltà attribuita a questa strategia è media. Lezione 4: Tassazione ETF 13

Abbiamo visto come le plusvalenze da ETF non armonizzati vanno a tassazione ordinaria, ovvero vengono sommate a tutti gli altri redditi (lavoro autonomo, dipendente, affitti…) e pertanto vengono tassati in base allo scaglione di appartenenza.

Si riportano le aliquote d’imposta in base allo scaglione di reddito:

Fino a 15.000      → 23%
Da 15.001 a 28.000 → 27%
Da 28.001 a 55.000 → 38%
Da 55.001 a 75.000 → 41
Oltre 75.000 → 43%

Talvolta la tassazione dello scaglione potrebbe essere inferiore al 26% (aliquota applicata per tutti gli altri strumenti finanziari).

Inoltre i profitti da ETF non armonizzati si possono utilizzare per detrarre le varie spese (esempio spese mediche, assicurative, per ristrutturazione, ecc.), se i redditi a tassazione ordinaria non compensano interamente le detrazioni.

Per ottimizzare la tassazione bisogna chiudere le plusvalenze da ETF non armonizzati per recuperare le detrazioni.

Scopri subito nella prossima lezione altri modi recuperare le detrazioni: lezione 8

*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.