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Strategie di ottimizzazione della tassazione dei dividendi esteri

Guida fiscale trading: lezione 5

Cosa sono i dividendi?

I dividendi rappresentano gli utili che derivano dal possesso di una partecipazione azionaria, cioè quando una società decide di distribuire parti di utile ai suoi azionisti. La decisione di distribuirli spetta solitamente all’assemblea ordinaria dopo aver definito il bilancio, nel caso decida di non utilizzarli totalmente per l’autofinanziamento.

Come funziona la tassazione dei dividendi esteri?

Entriamo nel dettaglio della tassazione dei dividendi esteri.

Secondo l’articolo 44 del DPR n. 917/86, gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio (cioè i dividendi) di società ed enti assoggettati all’IRES sono inclusi nei redditi di capitale.

In generale, quasi tutti i Paesi prevedono una ritenuta in uscita per i dividendi erogati nei confronti di soggetti esteri.
La Normativa fiscale italiana prevede una tassazione dei dividendi percepiti da soggetti privati attraverso una ritenuta del 26%. Quindi, nel caso di dividendi emessi da società italiane l’imposta è pari al 26%.

Come è cambiata la modalità di tassazione dal 2020?

A partire dall’anno 2020, in riferimento all’anno fiscale 2019, è cambiata la modalità di tassazione dei dividendi esteri.

Come prima cosa, i dividendi esteri vengono tassati prima nel rispettivo Paese di emissione: la trattenuta viene applicata direttamente dal broker.

Nella seguente tabella indichiamo le ritenute applicate nei Paesi di emissione dei dividendi:

Tassazione dividendi esteri

Poi possono verificarsi due casi:

  • se l’imposta del Paese di emissione dei dividendi è uguale o superiore all’imposta in Italia, cioè al 26%, non vi sono ulteriori trattenute in Italia
  • invece, se l’imposta del Paese di emissione dei dividendi è inferiore al 26%, in Italia l’imposta è pari alla differenza tra il 26% e l’imposta estera.

In sostanza, le ritenute estere subite possono essere utilizzate a detrazione dell’imposta del 26%.

Riportiamo un esempio pratico:

Riceviamo un dividendo irlandese di €100. 
Su questo viene trattenuto il 20%.
In Italia il dividendo sarà di €80.
Su questo importo verrà trattenuto un ulteriore 6% (26%-20%), quindi l'importo finale sarà di €74.

Quindi, acquistando un’azione irlandese, in caso di emissione del dividendo la tassazione su quest’ultimo sarà del 26%. E’ opportuno valutare questa situazione prima di acquistare un’azione.

E se invece acquistassimo un titolo svizzero?

Riceviamo un dividendo svizzero di €100.
Su questo viene trattenuto il 35%.
In Italia il dividendo netto sarà di €65 e non vi saranno ulteriori trattenute.
La tassazione sarà quindi del 35%. 

E’ necessario, prima di acquistare un titolo, valutare se conviene investire in titoli con un’elevata tassazione sui dividendi.

E’ possibile ridurre la tassazione dei dividendi esteri? In alcuni casi si. Come?

Scopri subito la nostra sesta lezione di ottimizzazione fiscale!

 

Modalità di tassazione precedente

La modalità di tassazione precedente prevedeva che nel caso di dividendi emessi da società estere, questi erano soggetti a una doppia tassazione: prima veniva applicata la ritenuta in uscita dal Paese di emissione del dividendo, poi l’imposta del 26% sull’ammontare netto del dividendo estero percepito.

La doppia tassazione dei dividendi esteri, quindi, faceva sì che la base imponibile da assoggettare a tassazione fosse quella determinata sul netto frontiera, e non sull’intero dividendo erogato. Il netto frontiera è l’importo dei dividendi esteri al netto delle ritenute del Paese estero.

E’ possibile ottenere, attraverso una determinata procedura, un rimborso della doppia tassazione dei dividendi esteri, con la diretta applicazione dell’aliquota concordata tra i due Paesi, nel caso in cui sia stata pagata un’aliquota maggiore rispetto a quella prevista dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni. L’importo rimborsato dovrà essere portato nuovamente a tassazione del 26%.

*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria e pertanto ogni decisione dell’utente dovrà essere assunta previa consulenza di un professionista del settore di riferimento.