Domande Frequenti

Il Regime Dichiarativo

A quanto ammonta l’imposta IVAFE?

Il conto trading è un conto deposito e pertanto sconta l’imposta IVAFE in percentuale, lo 0,2%. L’imposta fissa da 34,20 è applicabile solo ai conti correnti e ai depositi bancari come libretti o depositi risparmio.

Quali sono i vantaggi del Regime Dichiarativo?

I broker sostituti d’imposta (regime amministrato) possono avere delle commissioni molto più elevate dei broker esteri in regime dichiarativo.

Il Regime Dichiarativo a differenza dei Broker con Sostituto d’Imposta permette di:

  1. Sommare e compensare tra loro tutte le plus/minusvalenze finanziarie nel corso dell’anno.
  2. Compensare le plus/minusvalenze di un conto con quello di un altro conto.
  3. Trattenere i profitti lordi sul proprio conto fino al 16 giugno dell’anno successivo, mentre in regime con sostituto d’imposta vengono decurtate le imposte alla chiusura del trade.
  4. Ottimizzare la tassazione dell’intero portafoglio chiudendo entro fine anno posizioni in perdita per compensare i guadagni conseguiti nell’anno o posticipare le plusvalenze ad anni successivi.

Perché devo elaborare anni precedenti a quello che mi interessa? Quanto costa?

Nel caso di un conto già aperto e con posizioni o valute aperte alla data di inizio anno, è necessario ricreare la stratificazione LIFO di tutte le posizioni e valute aperte. Questo si può fare soltanto elaborando anche gli anni precedenti. Ciò permette di individuare i trades originali che portano alle posizioni rimaste aperte. L’elaborazione degli anni precedenti è a scelta del titolare anche se Dichiarativo.com consiglia di elaborare tutti gli anni possibili o di apertura dei conti, ma è necessario elaborare almeno un anno. L’elaborazione di “anni precedenti” viene addebitata solo il primo anno di affidamento del servizio a Dichiarativo.com ed ha il costo di €30 per ogni anno precedente, più una maggiorazione per eventuali operazioni societarie poiché vengono verificate manualmente da un professionista o da un collaboratore senior (split/ merger/ scrip dividend / ecc).

Devo dichiarare anche le plusvalenze e le minusvalenze sulla valuta?

Il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative ad operazioni in valuta deve essere fatto (e il risultato deve essere inserito in dichiarazione dei redditi con l’eventuale pagamento delle imposte dovute) solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui (art. 67 Dpr 917/86). Per il calcolo della giacenza complessiva devono essere sommati tutti i controvalori dei depositi e conti intrattenuti anche di valute diverse anche con differenti intermediari o brokers. Superata la soglia di giacenza prevista per sette giorni lavorativi consecutivi bisogna inserire in dichiarazione la plusvalenza o la minusvalenza realizzata su tutte le operazioni dell’anno solare di riferimento della dichiarazione; se invece non si supera la soglia non bisogna dichiarare la plusvalenza e non si possono utilizzare le eventuali minusvalenze realizzate.

Le plusvalenze vanno a sommarsi al reddito complessivo?

NO. 

Le plusvalenze derivanti dalle attività finanziarie a seconda della natura delle stesse rientrano nei quadri RT, RM o RL e non si sommano con il reddito complessivo, ma vengono tassate separatamente (12,5% – 26%). Solamente le plusvalenze derivanti da ETF non armonizzati vanno a tassazione ordinaria e pertanto si sommano agli altri redditi (reddito da lavoro autonomo/dipendente ecc.).

Come dichiaro i redditi del mio conto trading?

I quadri derivanti dai conti trading devono essere inseriti obbligatoriamente nel modello Redditi: qualora predisponesse il modello 730 potrà comunque predisporre tale modello, come al solito, al fine di ottenere il rimborso delle spese sostenute e poi procedere alla redazione del modello Redditi in aggiunta al 730 solo per i quadri derivanti dal conto IB.

Se deve presentare il modello Redditi o nel caso in cui consegua plusvalenze da ETF non armonizzati tale modalità non è possibile  in quanto essendo tassati ordinariamente devono essere aggiunti al suo reddito e pertanto potrà predisporre solo il modello Redditi.

 

Chi deve dichiarare il conto?

Non ho operato sul conto. Devo comunque dichiararlo in Unico?

SI.

Quando si detiene un conto all’estero è obbligatorio dichiararlo in Unico compilando il quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale e del pagamento dell’imposta IVAFE.

Ho solo minusvalenze. Devo comunque dichiarare il mio conto trading?

SI.

Quando si opera in regime dichiarativo è obbligatorio dichiarare il conto trading all’estero,  compilando il quadro RW, ai fini del monitoraggio fiscale. Dichiarare le minusvalenze non è obbligatorio ma se non si inseriscono in Unico si perde il vantaggio di poterle compensare con le plusvalenze successive entro 4 anni.

 

 

Interactive Brokers

Perché affidarsi a Dichiarativo.com per i calcoli fiscali del conto Interactive Brokers ?

Dichiarativo.com da 5 anni investe nello sviluppo di un software proprietario per la corretta elaborazione dei dati in conformità con la normativa fiscale Italiana. Il software è esclusivo in Italia e ci permette di:

  1. Importare e rielaborare ogni singolo trade con tutte le regole dettate dalla normativa Italiana
  2. Ricreare la stratificazione LIFO delle posizioni finanziarie e delle valute aperte negli anni
  3. Assegnare correttamente il prezzo delle opzioni al risultato dell’operazione del sottostante soltanto nel momento in cui esso si realizza
  4. Trattare le operazioni societarie variando la stratificazione dei trades coinvolti dalle operazioni
  5. Riconciliare completamente i nostri calcoli con le giacenze presenti sul conto per verificarne la correttezza
  6. Produrre report di calcolo per ogni singolo trade, a supporto dei facsimile dei quadri di UNICO, da consegnare all’Agenzia Entrate in caso di richiesta di documentazione (è a cura del contribuente conservare la documentazione a base dei dati inseriti in Unico)
  7. Garantire la correttezza dei dati e assumerci la responsabilità del calcolo rispondendo per le eventuali sanzioni da parte dall’Agenzia delle Entrate (vedere contratto)

Voglio chiudere il conto Interactive Brokers come devo fare per scaricare i dati?

Due casi:

  1. Ho collegato il conto all’account Dichiarativo.com → prima della chiusura avviso Dichiarativo.com in modo che possano scaricare i miei dati. Una volta chiuso il conto Dichiarativo.com non potrà più estrapolare i miei dati pertanto dovrò scaricarli personalmente (vedi punto 2)
  2. Non ho collegato il conto all’account Dichiarativo.com →  devo scaricare la documentazione formata da un file pdf e un file xml per l’anno corrente (fino alla data di chiusura) e inviarla a Dichiarativo.com. Una volta chiuso il conto Interactive Brokers fornisce un periodo temporale ristretto per effettuare tale operazione. Per maggiori informazioni visitare la pagina esportazione dati.

Cosa comporta collegare il proprio conto all’account di Dichiarativo.com?

Collegare il proprio conto all’account di Dichiarativo.com ci permette solamente di visionare e scaricare i dati senza possibilità di effettuare alcuna operazione. Inoltre permetterà al cliente di non perdere le scadenze degli sconti applicati da Dichiarativo.com e di non avere problemi nella consegna dei dati corretti per le annualità da elaborare.

E’ sempre possibile collegare il proprio conto all’account Dichiarativo.com?

NO. 

Non è possibile collegare il proprio conto all’account Dichiarativo.com se si ha già un amministratore, un gestore oppure se il conto è stato aperto tramite un Introducing Broker.

Nel caso in cui non riscontrasse la possibilità di collegare il conto è necessario esportare la documentazione richiesta direttamente dalla piattaforma di Interactive Brokers.

 

Perchè Dichiarativo.com?

Dichiarativo.com garantisce i calcoli?

SI

Dichiarativo.com investe da 6 anni tempo e risorse per trasferire le competenze dei professionisti in un software che permette di calcolare i risultati finanziari e valutari secondo la normativa fiscale e di riconciliare i calcoli effettuati con le giacenze presenti sul conto del cliente. Come meglio spiegato nelle nostre condizioni accettate dal cliente al momento di prestare il servizio, Dichiarativo.com si fa carico delle eventuali sanzioni da parte dall’Agenzia delle Entrate per un calcolo non corretto.

Cosa rilascia Dichiarativo.com alla clientela?

A seconda del tipo di calcolo da effettuare viene rilasciata al cliente differente documentazione dei calcoli utile per la compilazione della dichiarazione dei redditi e da consegnare all’amministrazione finanziaria in caso di richiesta. In caso di necessità di assistenza di un professionista per la redazione della dichiarazione dei redditi o della sola redazione dei quadri relativi ai conti depositi, Dichiarativo.com potrà indicare il nominativo di uno dei commercialisti con cui collabora.

CONTO in regime dichiarativo
Viene fornita distinta documentazione che evidenzia gli interessi attivi percepiti, i dividendi incassati, le plusvalenze o le minusvalenze realizzate, la base imponibile ai fini IVAFE e gli importi delle consistenze rilevanti al fine del monitoraggio fiscale (quadro RW).

CONTO valutario
Viene fornita la documentazione relativa alle plusvalenze o minusvalenze realizzate.

Scaricando questo file potrete visionare un esempio di report che rilasciamo ai nostri clienti.

Dichiarativo.com prepara anche la dichiarazione dei redditi?

SI.

Dichiarativo.com predispone le elaborazioni dati dei conti trading, mentre il modello Redditi Persone fisiche sarà predisposto da uno dei Professionisti collegato a Dichiarativo.com.

 


Tassazione ETF, ETC, ETN

Come riconoscere gli ETF armonizzati da quelli non armonizzati?

Relativamente agli ETF non armonizzati non vi è un elenco esaustivo e bisogna far riferimento al singolo ISIN (se cambia l’ISIN si tratta di strumenti differenti): tutti gli ETF disponibili sulle Borse Europee sono armonizzati mentre generalmente, ma non è detto, quelli quotati sulle Borse USA sono non armonizzati. In ogni caso per avere la certezza è indispensabile visualizzare le indicazioni dell’emittente.

Le minusvalenze e le plusvalenze da ETF si possono compensare?

NO.

Gli ETF devono sempre essere valutati singolarmente ad ogni chiusura di trade.

Le minusvalenze da ETF vanno dichiarate come redditi diversi e possono compensare altri redditi diversi quali le azioni, opzioni e futures.
Le plusvalenze da ETF andranno dichiarate come redditi di capitale (ETF armonizzati) o come redditi ordinari (ETF non armonizzati).

E’ possibile compensare le plusvalenze da ETF con altre minusvalenze?

NO.

Non è possibile compensare in regime dichiarativo le plusvalenze da ETF, fondi comuni e OICR in quanto se relativi a strumenti armonizzati trattasi di redditi di capitale e tassati ad imposta sostitutiva del 26%, mentre se sono strumenti non armonizzati sono tassati ad imposta ordinaria e quindi sommati agli altri redditi (lavoro dipendente, autonomo…). Non possono essere compensati con minusvalenze da redditi diversi di capitale quali sono quelle generate da azioni, opzioni, futures, ETF, fondi comuni e OICR.

Le minusvalenze da ETF possono compensare le plusvalenze da azioni?

SI. 

Gli ETF vanno sempre valutati singolarmente ad ogni chiusura di operazione. Mentre le plusvalenze da ETF vanno dichiarate come redditi di capitale (per gli ETF armonizzati) o come redditi ordinari (per gli EFT non armonizzati), le minusvalenze da ETF vanno dichiarate come redditi diversi pertanto possono compensare altri redditi diversi tra cui quelli provenienti da azioni, opzioni, futures e cfd.

 

E’ possibile compensare le plusvalenze da ETC o ETN con altre minusvalenze?

SI.

Gli ETC (Exchange Traded Commodities) e gli ETN (Exchange Traded Notes) vengono tassati come le azioni ordinarie nella sezione redditi diversi, pertanto è possibile compensare le loro plusvalenze con altre minusvalenze di redditi diversi.

 

Bitcoin e Criptovalute

E’ obbligatorio indicare in Dichiarazione i Bitcoin?

SI.

Sebbene la normativa non sia specifica è obbligatorio dichiarare i Conti Trading utilizzati per investire in Bitcoin o in Criptovalute. Se il conto è estero il cliente dovrà pagare l’imposta sulla plusvalenza nonché l’imposta IVAFE ai fini del monitoraggio fiscale.

Le plusvalenze derivanti dai Bitcoin vanno sempre dichiarate?

NO.

Il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative ad operazioni in valuta, tra cui i Bitcoin o le Criptovalute, deve essere fatto solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui.

 

Come calcoliamo le tariffe?

Come contiamo i trades e le operazioni societarie?

Quando contiamo i trades contiamo gli eseguiti, poiché lo stesso trade potrebbe essere stato eseguito in più parti a prezzi e in momenti differenti.

Ad esempio se un singolo trade di 1000 azioni risulta diviso in 4 eseguiti di 250 azioni ciascuno conteremo i quattro eseguiti.

Per le operazioni societarie l’operazione può essere una (ad esempio una posizione) ma può essere descritta nel report PDF/XML con 2 righe (operazioni societarie “diverse”).

 

Normativa

Come dichiaro il conto cointestato?

Il conto cointestato obbliga ciascun cointestatario alla predisposizione dl modello redditi per la quota di redditi o minusvalenze e per il quadro RW.

Dichiarativo.com consegna i facsimile dei quadri compilati per ciascun cointestatario.

Posso recuperare le minusvalenze di conti in regime amministrato?

E’ possibile utilizzare le minusvalenze realizzate in un conto deposito in regime amministrato trasformando il conto in regime dichiarativo se l’istituto lo permette (in tale caso la variazione di regime avrà decorrenza dal 01.01 dell’anno successivo), oppure chiudendo il conto deposito in regime amministrato. Non è necessario chiudere anche il conto corrente ad esso collegato.

L’istituto rilascerà la certificazione delle minusvalenze con la relativa data di scadenza (il c.d. zainetto fiscale) che potrà essere utilizzato in dichiarazione dei redditi a compensazione delle plusvalenze.

 

 

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